La vittoria inseguita sulla terra lo riporta in cima al mondo.

Che si inchina a Jannik Sinner: perché a Montecarlo il tennista azzurro ha spodestato Carlos Alcaraz, mettendo un altro tassello a quel testa a testa che lascia il resto del pineta a guardare. "Siamo abituati alle imprese di questo grande campione. Se non avesse avuto quella squalifica ingiusta che grida vendetta, il numero 1 non l'avrebbe mai lasciato, perché è il giocatore più forte al mondo - le parole del presidente della federtennis, Angelo Binaghi - Ha anche un'ottima adattabilità su quella che sembrava essere la sua superficie meno favorevole, la terra battuta. Questa è un'ottima notizia, non solo per lui ma anche per noi, perché lo aspettiamo a Roma a braccia aperte per cercare di sfatare il tabù che va avanti da 50 anni nel singolare maschile e che quest'anno dobbiamo cercare di conquistare".

I tornei sulla terra sono sicuramente di avvicinamento al Roland Garros, Slam nel mirino dell'altoatesino che potrebbe tornare in campo a Madrid. "Una delle forze di Sinner è avere il team e la famiglia migliori del mondo che lo consiglieranno per il meglio - dice Binaghi - Noi attendiamo, sappiamo che Roma è in cima ai suoi pensieri. Francamente non so cosa sperare per Madrid, farà quello che si sente e quello che gli consiglieranno. Per quanto concerne le performance sul rosso, non dobbiamo dimenticare che lo scorso anno ha avuto tre match point al Roland Garros. Credo che avesse già un livello altissimo sulla terra battuta: Alcaraz è nato e cresciuto sulla terra mentre Sinner ha avuto una formazione più completa, con un gioco che si adatta meglio al veloce indoor. Ora sta mettendo le cose a posto anche sulla terra battuta".