Qualche anno fa, passeggiando per il centro storico di Palermo, l’economista filosofo francese Serge Latouche osservò: “Che poi, voi in Sicilia avete tutto. Nemmeno dei turisti avreste bisogno”. L’autosufficienza dell’Isola, secondo il massimo teorico della decrescita, era evidente considerando le risorse del territorio. Non bisognava rinunciare a chissacché tagliando le importazioni d’oltremare.
La suggestione dell’autosufficienza è tornata d’attualità in queste settimane di austerity legate alla crisi energetica per la guerra in Medio Oriente. Il governo siciliano ha stanziato 12 milioni di euro per l’installazione di impianti fotovoltaici domestici da 3 a 6 kilowatt. L’avviso dovrebbe essere pubblicato il 17 aprile e gli interessati potranno presentare le domande nei 30 giorni successivi.
Nel bando si parla di «contrasto alla povertà energetica». Una beffa nella regione che più delle altre abbonda di sole e di energia dovrebbe essere ricca. La Sicilia invece è solo quinta in Italia per impianti fotovoltaici, ne hanno di più nell’ordine: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Puglia. Nel 2025 il numero di impianti fotovoltaici è cresciuto di oltre 20 mila unità e si avvicina la quota dei 150 mila, per una potenza che ha raggiunto i 3.649 megawatt.








