«L’Italia deve affrontare il trilemma energetico: sicurezza delle forniture, competitività dei costi e sostenibilità economico-ambientale. E in questa grande sfida, la Sicilia sarà decisiva, per la capacità di implementare le rinnovabili e per la sua posizione nel Mediterraneo. Ma, poiché non possiamo tappezzare il nostro Paese, che è il più bello al mondo, di pale eoliche e pannelli fotovoltaici, bisognerà pensare al nucleare». Parola di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, che - intervistato nel corso della sua visita alla redazione de La Sicilia - parla di attualità e prospettive della questione energetica, una tra le più grandi sfide contemporanee per l’Italia e per l’Europa.
Il conflitto in Medio Oriente ha sconvolto le economie europee, portando a un’inflazione più elevata, a una crescita potenzialmente minore e a uno stallo per i policymaker. L'interconnessione dell'Europa e la mancanza di riserve energetiche l'hanno lasciata esposta alle oscillazioni dei mercati globali. Inoltre, le Capitali europee sono assenti dai negoziati di Washington che plasmano la stabilità energetica del Medio Oriente.
«Effettivamente l’Europa, che non si aspettava la decisione congiunta di Israele e Usa di entrare in guerra con l’Iran, è stata spiazzata ed è rimasta emarginata. Purtroppo la guerra e la crisi del Golfo Persico e la chiusura, come rappresaglia da parte di Teheran, alla navigazione nello Stretto di Hormuz delle petroliere, ha fatto venire meno circa il 20% dell’offerta di petrolio. Di questo 20% l’Europa ne riceve una minima parte, le forniture più consistenti sono per la Cina, la Corea del Sud ed il Giappone. Tuttavia, il venire meno di quasi un quarto del petrolio mondiale in costanza di domanda ha generato una lievitazione dei prezzi a livello globale perché i Paesi che vedevano diminuire le consegne si sono riversati sugli altri mercati per poter integrare l’approvvigionamento di materia prima. Aumentando la richiesta, sono cresciute le quotazioni del petrolio, che ha superato i cento dollari al barile, e del gas, il cui prezzo è stabilito nel Ttf, passato in due giorni dai 28-30 euro a MWh ai 62 euro: è raddoppiato. L’aumento delle materie prime energetiche si è riflesso sul costo dei carburanti alla pompa e dell'energia, che fa lievitare l’inflazione».








