Se l’Italia vuole trovare una soluzione a lungo termine per il caro energia, utile anche dopo la fine dell’attuale legislatura, governo e regioni dovrebbero guardare oltre l’emergenza, analizzare gli errori del passato, liberarsi da alcuni ingombranti condizionamenti e intraprendere l’unica strada possibile: l’elettrificazione del sistema dei trasporti e l’aumento della capacità rinnovabileIl 22 maggio scadono gli sconti sulle accise per i carburanti e questa, comprensibilmente, non può che essere la priorità momentanea del governo di Giorgia Meloni. Se l’Italia vuole però trovare una soluzione a lungo termine per il caro energia, utile anche dopo la fine dell’attuale legislatura, governo e regioni dovrebbero guardare oltre l’emergenza, analizzare gli errori del passato, liberarsi da alcuni ingombranti condizionamenti e intraprendere l’unica strada possibile: l’elettrificazione dePer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Stefano VergineÈ un giornalista freelance specializzato in inchieste economiche. Ha fatto parte dei consorzi internazionali Eic e Icij. I suoi lavori sono stati pubblicati tra gli altri da Bbc, Politico.eu, Rai. È autore di diversi saggi-inchiesta tra cui Il Libro nero della Lega (Laterza) con lo scoop sul Russiagate. Panama Papers, una delle inchieste che ha realizzato, ha ricevuto il premio Pulitzer nel 2017. Il suo ultimo podcast s'intitola “Simone”.
Da Meloni alla Sardegna M5s, i veri motivi del caro energia
Se l’Italia vuole trovare una soluzione a lungo termine per il caro energia, utile anche dopo la fine dell’attuale legislatura, governo e regioni dovrebbero guardare oltre l’emergenza, analizzare gli errori del passato, liberarsi da alcuni ingombranti condizionamenti e intraprendere l’unica strada possibile: l’elettrificazione del sistema dei trasporti e l’aumento della capacità rinnovabile








