La presidente del Consiglio Giorgia Meloni pensa che le tariffe delle concessioni idroelettriche debbano essere riviste, cioè che le aziende energetiche le debbano pagare di più rispetto a quanto fatto finora. Lo ha detto al giornalista Bruno Vespa in un’intervista contenuta nel suo nuovo libro, Finimondo, di cui sono state pubblicate alcune anticipazioni. «Una volta che l’Europa avrà definito un esatto quadro normativo, al momento di rinnovare le concessioni sulle centrali dell’energia idroelettrica, dovremmo parlare molto chiaramente con i gestori e rivedere anche le tariffe», ha detto Meloni. «L’energia idroelettrica è quella per definizione più verde. Potrebbe darci molto di più».

Su questo argomento il Post aveva pubblicato un’inchiesta a fine settembre, che mostrava come le aziende dell’idroelettrico riuscissero a fare grandi profitti a fronte di canoni molto bassi. Le concessioni idroelettriche infatti permettono alle aziende energetiche di usare l’acqua in cambio di un canone (cioè soldi) pagato alla pubblica amministrazione. Ma a differenza di altri settori dove il mercato è concorrenziale, nell’idroelettrico moltissime concessioni sono state firmate decenni fa e da allora non ci sono mai state gare. Dall’inizio degli anni Ottanta lo Stato ha prorogato le concessioni otto volte, consentendo alle aziende di incassare miliardi di euro.