Da un lato, il proseguire nell’incremento dei ricavi ricorrenti e nell’approccio al business in stile “piattaforma”. Dall’altro, la necessità d’integrare le realtà di recente acquisite. Il tutto con il rischio di esecuzione riguardo allo stesso shopping e l’alea conseguente all’evoluzione geopolitica. Così possono riassumersi alcune condizioni riguardanti l’attività di Palo Alto Networks.
I risultati
Il gruppo, leader nel settore della sicurezza informatica e quotato al Nasdaq, nell’ultimo trimestre (il secondo dell’esercizio 2025-2026) è stato contraddistinto da giro d’affari e redditività in rialzo. Il fatturato è risultato di 2,59 miliardi di dollari, in espansione del 15% rispetto ad un anno prima. L’utile per azione (Eps) diluito non GAAP, dal canto suo, si è assestato a 1,03 dollari (0,93-0,95 dollari la guidance indicata in precedenza dall’azienda). In aumento gli stessi numeri sul semestre. Nei primi due quarter del 2025-2026 i ricavi hanno raggiunto 5,068 miliardi (4,39 miliardi dodici mesi prima) mentre l’Eps diluito non GAAP è stato di 1,95 dollari a fronte di 1,59 dollari realizzati nel primo semestre del 2024-2025.
Il fatturato ricorrente
Al di là dei principali numeri del conto economico, deve essere sottolineato un aspetto. Quale? Quello della dinamica dei cosiddetti Next-Generation Security Arr. Cioè: i ricavi ricorrenti annualizzati dei contratti attivi relativi ai servizi più avanzati. Questi, sempre nel secondo quarter del 2025-2026, hanno raggiunto circa 6,3 miliardi, in aumento del 33% su base annua. Si tratta di un andamento che è confermato anche sull’intero semestre e mostra come l’azienda stia puntato molto sull’aumentare le entrate “ripetitive” piuttosto che quelle una tantum. Già, le entrate “una tantum”.





