Le voci dal territorio sono sempre più insistenti e anche gli inquirenti sarebbero arrivati alla stessa conclusione. Così potrebbe chiudersi il cerchio intorno all’autore dell’omicidio di Fabio Ascione, martedì scorso a Ponticelli. Secondo la tesi più accreditata, sarebbe un giovanissimo, minorenne o neo maggiorenne, che avrebbe accidentalmente fatto partire il colpo di pistola fatale al 20enne in quel momento a poca distanza da lui.

Da giorni è la pista più seguita tra le due rimaste in piedi nonostante gli investigatori si trovino di fronte a un muro di omertà, con testimoni inattendibili nel racconto della terribile notte vissuta tra via Carlo Miranda e le cosiddette “Case di Topolino”, vicino a un campetto sportivo diventato un luogo di ritrovo. Il motivo del tentativo di depistaggio è semplice: il “sospetto” è imparentato con un ras di camorra del quartiere e tutti hanno paura del clan.

La città che non vede Fabio Ascione

di Mariano Di Palma

La tesi che si sia trattato di un omicidio colposo, sia pur con l’aggravante mafiosa, nelle ultime ore starebbe prevalendo su quella degli spari nel mucchio da parte dei giovani di Volla in contrasto con i coetanei di Ponticelli: ipotesi comunque non ancora esclusa. Tutto è cominciato con una scorribanda del gruppo di Ponticelli nella cittadina confinante, dove intorno alle 4 di notte di martedì si è verificato uno scontro a fuoco senza feriti. Poi da Volla sarebbero partiti in quattro, in sella a due scooter, per vendicarsi di colui che aveva sparato a casa loro.