MESTRE - «Entusiasta, energico, sempre schietto e sincero». Le qualità con cui viene descritto Pietro Serafin sono sempre le stesse, sia che lo raccontino i suoi colleghi di lavoro, sia che a ricordarlo siano i tanti che lo avevano incrociato dentro e fuori dal campo da calcio. Il 24enne che ha perso la vita sabato pomeriggio, in un terribile incidente sulle strade del Bellunese, ha lasciato un segno indelebile in chiunque l’abbia conosciuto, anche solo per poco tempo. «Il tuo sorriso illuminava il bancone dell’hotel. Mancherai, ogni giorno», le parole commosse di Giovanni Baldo, gestore dell’albergo e ristorante Ai Pini di via Miranese, dove Serafin lavorava ormai da tempo come barman. «Dava tutto, senza mai risparmiarsi. Era un elemento trainante per la squadra, sia in campo che negli spogliatoi: giocatori come lui - ragazzi come lui - sono fondamentali per portare avanti un team. Pietro era tutto questo e molto di più», rimarca Davide Bui, direttore sportivo dell’associazione di calcio a cinque La Fenice, di cui Serafin ha vestito la maglia tra i 18 e i 20 anni.

Il 24enne sabato stava scendendo da passo San Pellegrino verso Falcade. L’incidente è avvenuto verso le 16.30, proprio al confine tra Trentino e Veneto. Secondo le prime testimonianze il giovane ha perso il controllo del mezzo, una potente Kawasaki. Sotto accusa l’alta velocità e una cunetta piena di terriccio sull’asfalto: la moto avrebbe perso aderenza e il ragazzo è stato sbalzato via dal sellino, finendo per sbattere con violenza contro un albero. Sul posto è arrivato l’elicottero del Suem 118 di Belluno, oltre alla Croce Verde della Val Bios. Per quasi mezz’ora i sanitari hanno tentato di rianimare il giovane ma le ferite erano troppo gravi. La famiglia è subito partita alla volta del Bellunese, sono rientrati solo ieri: «Non sappiamo esattamente cosa sia accaduto, speriamo che le forze dell’ordine possano fare chiarezza - spiegava ieri mattina, tra le lacrime, la madre di Serafin, Consuelo - Aveva preso la moto solo cinque mesi fa, noi non volevamo ma era un uomo, non potevamo certo impedirglielo. Pietro era una persona meravigliosa, amava la natura. Era la mia vita». Gli accertamenti della procura non dovrebbero comunque bloccare a lungo le pratiche per il funerale, il nulla osta arriverà probabilmente già nelle prossime ore, ed è facile capire come la chiesa della Gazzera faticherà a contenere i tanti che accorreranno per l’ultimo saluto al 24enne.