MESTRE - «Lo chiamavamo tutti Sergio, un ragazzo tranquillo e riservato. Ci conosciamo da anni e ultimamente mi aveva cercato perché era senza lavoro e aveva bisogno di soldi. Era un bravo cameriere, sapeva fare tantissimi cocktail, così l'ho presentato al mio titolare che lo ha preso in prova». Stefano, 27 anni, dal 2017 dipendente del bar Esquina nel cuore di Mestre, ancora non riesce a credere che l'amico Sergiu Tarna sia stato ucciso ad appena 25 anni, la notte tra il 30 e il 31 dicembre, con un colpo alla tempia e lasciato morire nella campagna di Mira. Stefano è forse l'ultima persona che ha visto Sergiu vivo, prima del suo assassino.

«Il 30 dicembre abbiamo lavorato assieme all'Esquina - ricorda - poi alle 20.30, a fine turno, siamo andati qui di fronte a bere una birra al Sushi Rondina. Sergio si era accordato con il titolare del Sushi per dargli una mano durante la cena di San Silvestro». Poi i due giovani si sono incamminati verso via Carducci. «Era solito andare lì a prendere l'autobus, il numero 7, che lo portava a casa a Chirignago».

In realtà Sergiu è morto poche ore dopo quel saluto. Originario della Moldavia e residente in via Miranese, il 25enne aveva molta esperienza come cameriere e barman, anche in locali di pregio come il Ca' Nigra a Venezia, il quattro stelle in Campiello San Simeone Grande con affaccio sul Canal Grande. «Era un bravo ragazzo, educato e pieno di buone intenzioni - lo ricorda la titolare Stefania Stea - amava il suo lavoro di barista e ci metteva impegno e cuore. Purtroppo, le cattive frequentazioni lo hanno allontanato dai suoi obiettivi». Il sospetto è che qualche brutta compagnia possa aver messo in difficoltà il ragazzo fino a fargli pagare l'errore con la vita. Di seguito, almeno fino a questa estate, aveva lavorato come cameriere Dalla Moretta in via Palazzo a Mestre, un bar che ha avuto più volte problemi per risse e anche chiusure.