Senza un’adeguata trasparenza, anche i dati presumibilmente reali, come le bugie, hanno le gambe corte.
E per il settore del private credit il rischio, con il passare del tempo, è proprio quello di perdere del tutto la credibilità.
Non bastano più le narrative di rendimenti a due cifre per attrarre flussi di capitali da investitori privati e istituzionali: l’opacità alimenta sospetti e, soprattutto, ondate di riscatti che potrebbero via via diventare inarrestabili, con i gestori che faticano a vendere asset illiquidi senza svalutazioni forzate.
Per il settore del private debt è quindi tempo di cambiare rotta e imboccare la via della maggiore trasparenza e bisogna andare ben oltre quella minima attualmente prevista dalla regolamentazione internazionale.
Solo così il private debt potrà passare da “club chiuso impenetrabile” a settore credibile, capace di attrarre capitali stabili anziché rincorrere i riscatti.









