Attenzione alla crescita dell’esposizione sul private credit da parte dei piccoli risparmiatori. A lanciare l’allarme è stato il Financial Stability Board (Fsb) l’organismo sovranazionale, con sede a Basilea, che vigila sulla stabilità del sistema finanziario globale e coordina le attività delle authority di vigilanza.
La vulnerabilità retail
Nel report pubblicato mercoledì sulle “Vulnerabilità nel private credit” (48 pagine), Fsb ha acceso ulteriori riflettori su un settore già da mesi all’attenzione delle authority di vigilanza nazionali, in particolare in Gran Bretagna. “Retailisation” è il termine utilizzato nel documento per indicare «l’aumento della partecipazione degli investitori retail nei mercati del credito privato», che, a detta di Fsb, «può essere associata a condizioni di rimborso più flessibili e potrebbe aumentare le potenziali vulnerabilità legate agli squilibri di liquidità». La quota di private credit nelle mani dei piccoli investitori è aumentata da zero al 13% nell’ultimo decennio e tale diffusione è in crescita soprattutto negli Usa.
Nel report viene poi segnalato che risparmiatori non esperti «potrebbero non comprendere pienamente l’illiquidità di questa classe di attivi, il che potrebbe amplificare le richieste di rimborso durante fasi di stress».







