Negli ultimi quarant’anni abbiamo raccontato l’Italia come il Paese dei vitigni autoctoni, con oltre 500 varietà simbolo di biodiversità, autenticità e rispetto per l’ambiente. Ma è davvero così?
Il professor Attilio Scienza ci invita a cambiare prospettiva: i vitigni realmente autoctoni, scientificamente dimostrati, sono in realtà solo cinque. “Al di là della origine greca del termine, khtohon, che significa “terra” in greco e per estensione “originario di quella terra”, se ci atteniamo al suo significato etimologico di “vitigno nato in quel luogo”, forse in Italia non abbiamo più di una decina di vitigni autoctoni. Infatti la gran parte o è arrivata da altri Paesi o è il risultato di fenomeni di incrocio spontaneo. L’autoctonia è legata più allo spazio che non al tempo. Ed è una vocazione, una chiamata della terra verso un certo vitigno, che in un luogo particolare trova la sua massima espressione”.
Il tema è stato al centro di una masterclass organizzata a Vinitaly 2026 dalla wine expert Stevie Kim.
L‘INTERVISTA
Attilio Scienza: “Più cibo e stop nuovi impianti, così il vino potrà rinascere”







