C’era una volta una principessa che arrivò al suo castello a Genova, quasi per caso. I "fattori", infatti, non riuscivano a trovare aspiranti e, prossimi alla disperazione, alla fine si rivolsero a lei. Una volta insediatasi - nove mesi fa - la principessa ha iniziato a pensare in grande. Nasce così il campo largo haute couture, altro che armocromista. Il grande annuncio dato a Bloomberg in realtà era un segreto di Pulcinella: «Se me lo venissero a chiedere, ci penserei». Tutti, nel microcosmo dem, erano a conoscenza del piano "diabolico" di Silvia Salis: l’incoronazione. In pratica, il trionfo della fiaba. In realtà è un piano studiato con metodo: la prima cittadina (e il marito regista, Fausto Brizzi) ha puntato le sue carte sullo sfinimento reciproco della coppia di sfidanti, Elly Schlein e Giuseppe Conte. E sull’affermazione di un vecchio adagio popolare: tra i due litiganti, il terzo gode. Ovvero lei, la "femme fatale" della gauche. Da lì è partita una campagna a tappeto: l’ex dirigente del Coni ha cavalcato tutti i possibili cavalli di battaglia della sinistra, per accreditarsi in tutto e per tutto presso l’elettorato del campo largo. Con un’attenzione maniacale al dettaglio: un’immagine sempre più patinata e una presenza sempre maggiore nei salotti televisivi nazionali. L’ultima foto è una sorta di manifesto: la sindaca, in completo gessato manageriale, è al telefono, seduta su una poltrona. Lo sguardo di chi guarda si fissa sui piedi nudi e sul paio di scarpe appoggiate accanto: le raffinatissime Manolo Blahnik. Come dire: ecco la mia classe, Elly Schlein, scansati proprio.
Pd, la scalata patinata di Silvia Salis. Panico al nazareno per il “triangolo”
C’era una volta una principessa che arrivò al suo castello a Genova, quasi per caso. I "fattori", infatti, non riuscivano a tro...








