Più che un evento cinematografico, un’esperienza globale sotto il segno di Michael Jackson. L’anteprima di Michael, il biopic diretto da Antoine Fuqua finora circondato dal mistero ha scelto, per svelarsi, Berlino, città amata dalla star e che non lo ha mai rinnegato nei momenti difficili. Proprio a Berlino nel 1988 Jackson faceva tappa (il 19 giugno) con il suo primo tour mondiale da solista, il Bad Tour, un evento di portata enorme, con circa 60.000 spettatori. Oggi è il momento di ricordare e celebrare: quattro piani dell’Uber Eats Music Hall sono stati trasformati in un luna park alla Neverland, in cui sono accorsi migliaia di fan da tutto il mondo e di varie generazioni.
Quello per il film che arriva in sala il 22 aprile è un lancio di clamorosa visibilità che ha coinvolto fan, famiglia e industria in un evento fortemente controllato, con una presenza più defilata della stampa. Già dalle ore precedenti il tappeto rosso si è trasformato in un palcoscenico e l’evento in una tre giorni di esperienza tra installazioni interattive per cantare, ballare, essere immortalati in una delle pose iconiche del re del pop.
Migliaia di persone si sono radunate lungo le transenne, molte con elementi iconici riconducibili all’immaginario jacksoniano — dal guanto bianco al cappello Fedora — mentre dagli impianti audio venivano trasmessi in loop i brani più noti. Gruppi di fan hanno improvvisato coreografie ispirate a Thriller e Billie Jean, alcuni hanno danzato da soli tutto il giorno sperando di farsi notare e ottenere un biglietto per l’agognata proiezione.











