Dopo 7 anni di lavorazione, il 22 aprile arriva finalmente Michael: film-evento dedicato al Re del pop. A interpretarlo il nipote Jafaar: “Ho scavato a fondo: è stata dura convincere tutti che ero in grado di diventare lui”. Per il regista Antoine Fuqua, “l’obiettivo non era limitarci a raccontarne la carriera, ma l’intero fenomeno culturale”
di Sonia Serafini
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Per milioni di persone Michael Jackson non è stato solo un cantante, ma un momento preciso della loro vita. Il moonwalk che incantò la televisione, i calzini bianchi indossati con i mocassini e diventati una firma di stile, colui che ha fatto parlare di sé per i videoclip divenuti veri e propri film, come l’indimenticabile Thriller girato da John Landis. Jackson ha spostato i confini della musica pop facendola diventare puro spettacolo e dal 22 aprile, quel mito arriva al cinema.
Michael è uno dei film più attesi del 2026 e uno dei progetti più ambiziosi che Hollywood abbia dedicato a una star della musica. Dopo una gestazione di 7 anni, finalmente arriverà in sala grazie a Universal Pictures. La pellicola è diretta da Antoine Fuqua (Training Day, The Equalizer) e scritta dallo sceneggiatore premio Oscar John Logan (Il gladiatore, L’ultimo samurai e The Aviator, tra gli altri). Alla produzione c’è Graham King, già dietro il successo planetario di Bohemian Rhapsody, il biopic del 2018 dedicato a Freddie Mercury. Il progetto è nato nel 2019, quando King ha ottenuto i diritti per raccontare la vita di Jackson.









