Neanche il tempo di festeggiare il successo della missione Artemis II che la Nasa già pensa alla prossima. I record dell’equipaggio di Orion e il perfetto ritorno a casa degli astronauti ha riacceso slancio e ambizioni nella nuova corsa alla Luna, aprendo la strada a una fase successiva del programma che punta non solo a tornare sul suolo lunare, ma a restarci stabilmente. A sottolinearlo è stato l’amministratore dell’Agenzia spaziale Usa, Jared Isaacman, che ha definito “preziosi” i dati raccolti durante la missione. Già nelle prossime settimane inizieranno i lavori per Artemis III, con le prime attività previste al Vehicle Assembly Building del Kennedy Space Center. Artemis II – il cui lancio era stato rinviato ad aprile per problemi tecnici poi risolti – ha rappresentato un passaggio cruciale: ha dimostrato che la capsula Orion è in grado di trasportare astronauti fino alla Luna e riportarli in sicurezza sulla Terra. Un requisito fondamentale per proseguire il programma, che segna il ritorno dell’esplorazione umana oltre l’orbita terrestre.

Una nuova tabella di marcia

Nonostante i progressi, il calendario delle missioni è stato rivisto. Contrariamente ai piani iniziali, Artemis III – prevista per il 2027 – non porterà astronauti sulla superficie lunare. La missione sarà invece dedicata a test fondamentali in orbita terrestre, in particolare alle manovre di attracco con i lander sviluppati da aziende private come SpaceX e Blue Origin. Il ritorno effettivo sulla Luna è stato rinviato al 2028, quando sarà Artemis IV a riportare esseri umani sul suolo lunare, oltre mezzo secolo dopo la fine del programma Apollo program.