“Siamo in una situazione simile ai tempi di Apollo 8, ma allo stesso tempo diversa per molte ragioni. La NASA, nel 2026, invierà nuovamente esseri umani intorno alla Luna, ma la Cina potrebbe comunque battere Artemis 3 nell'allunaggio. Avrà importanza? Di certo, confermerà l'ascesa tecnologica della Cina. Tuttavia, rispetto agli Anni '60, oggi disponiamo di molti altri parametri per misurare la supremazia tecnologica e, quindi, non è chiaro se l'impatto sarà così grande come quello della prima corsa alla Luna”.
Glen Swanson, per decenni storico ufficiale della NASA, delinea il momento attuale dell’ente spaziale statunitense, che conclude un 2025 non certo roseo dopo i tagli annunciati dall’attuale Amministrazione USA. Ma il 2026 sarà un anno che farà rivivere i fasti gloriosi dell’epoca della conquista della Luna. Con una finestra di lancio che si aprirà il 6 febbraio e si concluderà in aprile, i quattro astronauti della missione Artemis 2 sono pronti al volo circumlunare che segnerà il ritorno ai viaggi Terra-Luna con equipaggio dal dicembre 1972. E al Kennedy Space Center si attendono centinaia di migliaia di spettatori. Come ai bei tempi.
Come Apollo 8, ma non proprio uguale. La missione della nave spaziale “Orion”, al suo secondo volo dopo quello del 2022 senza equipaggio (e un prototipo lanciato nel 2014), è l’evento clou degli appuntamenti spaziali del 2026. Come fece Apollo 8, nel dicembre 1968, anticiperà gli sbarchi lunari, con un volo circumlunare di 10 giorni. La differenza, è che all’epoca era già programmato sette mesi più tardi il primo allunaggio. Che, invece, questa volta, non arriverà prima di due anni, nella primavera del 2028 con Artemis 3.






