La corsa tra Stati Uniti e Cina per portare astronauti sul suolo lunare si fa più accesa e le possibili date indicate dai due Paesi sono sempre più vicine tra loro.

La Nasa ha infatti deciso di modificare sensibilmente i suoi piani, rinviando l'allunaggio inizialmente previsto con Artemis III a non prima del 2028 con la missione successiva, Artemis IV, mentre rimane fissato per il 2030 il momento nel quale i taikonauti, come vengono chiamati gli astronauti cinesi, potrebbero mettere per la prima volta piede sulla Luna.

La corsa degli Usa sta attualmente affrontando un nuovo ostacolo: mentre la Nasa è impegnata a risolvere il problema al razzo Space Launch System evidenziato nel corso degli ultimi test, con l'obiettivo di riuscire a lanciare la missione Artemis II ad aprile, ha annunciato la decisione di sostituire lo stadio superiore del razzo a partire dalla missione Artemis IV.

Nel frattempo, la Cina fa sentire la pressione: uno studio pubblicato sulla rivista Nature Astronomy e guidato dall'Università cinese di Geoscienze di Wuhan ha individuato quattro possibili siti per l'allunaggio nella regione chiamata Rimae Bode. Quest'area è considerata di alto valore scientifico perché contiene molte tipologie diverse di terreno e materiali in grado di raccontare ampi momenti della storia lunare, a partire da eventi vulcanici avvenuti fra 3,2 e 3,7 miliardi di anni fa.