La Cina vuole la Luna. E ha tutte le intenzioni di sbarcarvi un equipaggio prima che lo rifacciano gli Stati Uniti.

Nelle settimane recenti, Pechino ha annunciato progressi significativi nel programma con cui punta a un allunaggio umano entro il 2030: il 6 agosto, la China Manned Space Agency (Cmsa) ha testato con successo atterraggio e decollo del suo lander da 26 tonnellate, chiamato Lanyue (“abbracciare la Luna”). Presso un sito di collaudo nella provincia di Hebei, in Cina settentrionale, il test ha impiegato una struttura costruita per simulare la gravità selenica, mentre un prototipo di Lanyue, veicolo progettato per trasportare due “taikonauti” – come si chiamano gli astronauti cinesi -, accendeva i motori principali e i propulsori per il controllo dell’assetto fino ad appoggiarsi su una superficie craterizzata per poi, da lì, ripartire.

Il test

Secondo l’agenzia spaziale, l’esito del test «rappresenta un passo fondamentale nello sviluppo del programma di esplorazione lunare con equipaggio e segna anche la prima volta in cui la Cina ha comprovato le capacità di atterraggio e decollo extraterrestre di un veicolo abitato». La Cmsa si è premurata di aggiungere che l’obbiettivo attuale è allunare taikonauti «prima del 2030».