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24 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:10
La “nuova” strategia della Nasa prende forma mentre, sul piano operativo, il programma Artemis entra in una fase decisiva dopo una lunga serie di rinvii. Da un lato la scelta di rivedere profondamente l’architettura delle missioni lunari, con lo stop al progetto Gateway – a causa dei tagli dell’amministrazione Trump – nella sua configurazione attuale; dall’altro i preparativi ormai avanzati per riportare astronauti in orbita attorno al nostro satellite.
Il segnale più concreto arriva dal Kennedy Space Center, dove il razzo della missione Artemis II ha nuovamente raggiunto la rampa di lancio 39B, completando una delle fasi più delicate prima del decollo. Il Space Launch System, alto 98 metri, con la capsula Orion integrata in cima, è stato trasportato lungo i 6,4 chilometri che separano il Vehicle Assembly Building dalla piattaforma di lancio in un lento trasferimento durato circa 11 ore. A muoverlo, il gigantesco veicolo cingolato dell’Agenzia spaziale avanzato a poco più di un chilometro orario. Il rientro sulla rampa arriva dopo settimane di verifiche tecniche: il razzo era stato riportato nell’edificio di assemblaggio a fine febbraio per risolvere una perdita di elio nello stadio superiore, un intervento che ha richiesto controlli approfonditi prima del via libera definitivo. Ora i tecnici sono impegnati nelle ultime operazioni di preparazione, in vista di una finestra di lancio compresa tra il primo e il 6 aprile.







