SACILE - Sulla carta è lo stesso sport ammantato di milioni, di tifosi violenti, di nazionale che non va e di calciatori che si buttano a terra se solo l'avversario li guarda, giusto per guadagnare un calcio di punizione, ma quanta differenza c'è tra quel calcio lì e quello pulito di Ayoub. Alberto Segatto, direttore sportivo della Liventina San Odorico, racconta di questo ragazzo con orgoglio. Ayoub Ait El Kadi mercoledì sera era in campo con gli esordienti primo anno della Liventina San Odorico. La sua squadra stava giocando la prima fase del torneo primaverile di categoria che vedeva impegnate anche Fontanafredda e United Porcia, sul campo di quest'ultima.
Durante un'azione di gioco gli è arrivata la palla buona che è riuscito ad agganciare e a spedire alle spalle del portiere avversario. Grande rete, anche importante perché la partita era di quelle tirate, contro un Fontanafredda che alla fine costringerà i ragazzi sacilesi al pareggio. Fatto il gol, invece di esultare Ayoub si è fermato, ha alzato la mano e spiegato che sì, aveva segnato, vero, ma il controllo della palla non era stato regolare. Istintivamente si era aiutato con una mano. Non se n'era accorto nessuno ma, come capita agli sportivi veri, a quelli che sono campioni dentro, lui lo sapeva, sentiva che quel gol non era pulito. Così ha alzato il braccio e ristabilito la verità, rinunciando a una rete importante.






