L’onestà paga sempre. Non ha dubbi l’attaccante del Piedimulera Simone Vadalà, che si è reso protagonista di un raro episodio di fair play domenica nella sfida casalinga del campionato di Promozione contro l’Ivrea. Nei primi minuti, sullo 0-0, il numero 9 gialloblù ha stoppato un pallone in area e nel tentativo di girarlo in porta si è sbilanciato e se l’è calciato sulla propria mano. L’arbitro - credendo che il tocco di mano fosse di un difensore eporediese - ha assegnato il calcio di rigore. Un errore umano, ma evidente.

«Pensavo mi avesse fischiato fallo contro, invece ho visto che ha indicato il dischetto. Così gli ho detto che non era rigore, ma che l’avevo toccata io. Non me la sarei sentita di batterlo». Il direttore di gara ha annullato la sua decisione e il Piedimulera, penultimo e alla disperata ricerca di punti, ha poi vinto 1-0 (a sorpresa contro la quinta in classifica) con una rete nel secondo tempo di Fabio Cabrini.

Qualche mugugno in tribuna

Qualche mugugno in tribuna e in campo c’è stato, sia perché la posta in palio era scottante, sia perché poco dopo il guardialinee ha annullato un altro rigore, sempre su Vadalà (stavolta atterrato), per posizione di fuorigioco. «Ma tornassi indietro lo rifarei anche perché ero convinto che non ci sarebbe servito un rigore inesistente per vincere la partita. Eravamo partiti col piglio giusto, con convinzione, ero sicuro che ce l’avremmo fatta». E alla fine ha avuto ragione lui.