PORDENONE - «A un certo punto sono partiti degli ululati contro di me dalla zona del chiosco a bordo campo. Non è una cosa normale. Nel 2026 queste cose non dovrebbero più succedere». Elhadji Gora Thiam racconta così i minuti più amari della partita disputata domenica a Tiezzo dalla sua Sacilese. Parole pronunciate con calma, ma che lasciano trasparire tutta l’amarezza per quanto accaduto nel finale della gara di Seconda categoria, girone A, dove dopo un suo fallo è stato travolto da insulti razzisti. «Non mi era mai successo in vita mia, è la prima volta: mi sono sentito male», racconta Thiam.
L’attaccante biancorosso, 25 anni, è nato in Senegal ma è residente da tempo a Sacile. Lavora a Porcia nell’azienda Lavorazioni meccaniche Pignat. Lui preferisce non alimentare polemiche, ma sull’episodio è chiaro: «Io spero che chi di dovere prenda provvedimenti. Sarebbe giusto che ci fosse una multa, una punizione esemplare. Non per me, ma perché certe cose devono finire». Era una partita ad alta tensione quella di domenica giocata fuori casa dai biancorossi: la Sacilese dall’iniziale ampio vantaggio in cui dominava 3 a 1 sul Tiezzo, alla fine ha perso 4 a 3. Thiam racconta: «Ero entrato verso gli ultimi minuti e ho commesso un fallo vicino alla rete adiacente al chiosco. Dietro c’erano poche persone che urlavano e un mio compagno mi ha avvisato: “Guarda che ti stanno urlando contro”. A quel punto ho chiamato l’arbitro. Lui mi ha detto “Se vuoi fermiamo la partita” e così è stato».






