TIEZZO (PORDENONE) - «Non siamo razzisti. E se individueremo il personaggio che ha rivolto gli insulti al giocatore della Sacilese, posso assicurare che farà fatica a tornare ancora una volta al campo sportivo. Non lo vorremmo più tra noi». Duro, durissimo, l'intervento del presidente del Tiezzo 1954, Mauro Cominato. Una presa di posizione ferma che diventa un atto di condanna senza se e senza ma. Anche se al momento non indirizzata ad un soggetto preciso, visto che l'autore degli insulti razzisti nei confronti della Sacilese non è stato individuato.
Sempre sponda Tiezzo, poi, arriva una proposta per dimostrare che la società non si esprime solo a parole, ma anche con i fatti. «Inviteremo la Sacilese ad un'amichevole e devolveremo il ricavato in beneficenza».
Mauro Cominato al termine della partita di Seconda categoria di domenica pomeriggio (quella del fattaccio) non ha voluto parlare con nessuno. «In quel momento - ha spiegato ieri - ero troppo nervoso e avrei fatto peggio». Ha aspettato che la notte portasse consiglio, poi ha scelto di esporsi. E di condannare senza quei distinguo che ogni tanto si accompagnano in modo strisciante ai casi di razzismo. «Il Tiezzo è una società che rispetta tutti. Abbiamo anche noi dei giocatori di colore, potremmo mai essere razzisti? E proprio per questo, nel limite di quelle che sono le nostre competenze e le nostre possibilità, indagheremo per far venire fuori il responsabile. Prendiamo nettamente le distanze, si è trattato di un episodio brutto che condanniamo».






