PORDENONE - Il giocatore Anass Boufrou - a cui sono stati rivolti insulti razzisti durante l'ultima gara di campionato nella partita di basket - comincia ad avere ciò che in cuor suo sperava, una presa di posizione contro attacchi razzisti, se confermati. «La Polisigma Zoppola intende precisare la propria posizione a tutela della correttezza sportiva e della propria storia - riferiscono i vertici con una nota -. La nostra società condanna fermamente, da sempre e senza riserve, ogni forma di razzismo, discriminazione e violenza, sia essa verbale o fisica. L'inclusione e il rispetto dell'avversario sono i pilastri su cui fondiamo l'attività del nostro settore giovanile e della prima squadra: episodi di tale gravità sono totalmente estranei alla nostra cultura sportiva».
Mentre secondo il giovane gli insulti erano stati chiari e detti a gran voce per ben due volte, la Polisigma Zoppola desidera tuttavia sottolineare «l'assenza di riscontri immediati, ovvero durante lo svolgimento della gara. Nessuno dei dirigenti o dei tesserati presenti sul campo e in panchina ha udito espressioni di natura discriminatoria», ma anche fiducia verso l'arbitro che secondo Boufrou ha sentito l'insulto senza prendere provvedimenti. «Abbiamo fiducia negli organi arbitrali - fanno sapere dalla Polisigma -, siamo consapevoli della delicatezza della situazione, restiamo in attesa dei referti ufficiali e delle decisioni degli organi federali competenti. Confidiamo nella valutazione degli arbitri, che si trovavano nella posizione migliore per udire e sanzionare eventuali irregolarità».







