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Ultimo aggiornamento: 12:38

Un processo durato così a lungo da superare la vita dei suoi protagonisti e trasformarsi in un caso emblematico di malagiustizia. È la vicenda, raccontata dall’edizione locale del quotidiano Il Secolo XIX di una causa civile iniziata nel 1999 davanti al Tribunale della Spezia e conclusa solo molti anni dopo, tra decessi, passaggi ereditari e contenziosi sulla parcella dell’avvocato. Al centro della storia c’è l’avvocato spezzino Roberto Brozzo, che per oltre un decennio ha seguito una causa di divisione giudiziale. Il primo assistito, da lui difeso per dodici anni, è morto nel 2011. A quel punto il legale ha riassunto il giudizio rappresentando la vedova, co-erede per un terzo, per la quale era stato nominato un amministratore di sostegno, oltre agli altri due eredi coinvolti.

La vicenda si è ulteriormente complicata quando anche la vedova è deceduta nel 2016. Nonostante ciò, il procedimento è andato avanti: l’avvocato ha continuato a seguire la causa per conto dell’eredità giacente, in un contesto giudiziario che nel frattempo non si era ancora concluso. Nel 2017 è stato venduto il compendio immobiliare oggetto della controversia per circa 592 mila euro, ma solo nel 2019 è arrivata la sentenza definitiva.