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24 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 11:50
Assolto anche in appello Luigi Terrone, l’imprenditore titolare dell’azienda agricola per cui lavorava Paola Clemente, la bracciante morta a 49 anni, vittima di infarto in un vigneto di Andria il 13 luglio 2015. L’uomo era stato accusato di omicidio colposo, ma i giudici della Corte d’appello hanno confermato il verdetto di primo grado che aveva portato a ogni esclusione di responsabilità dell’imprenditore nella morte della donna.
La donna era partita da San Giorgio Ionico, nel Tarantino, per raggiungere Andria e aveva già ammesso di non sentirsi affatto bene. Clemente si era accasciata per terra dopo essere stata male già dalle 3 del mattino quando era partita da casa: nonostante lo stato di Paola Clemente, le sue colleghe avevano raccontato al marito che la risposta era stata che bisognava arrivare comunque ad Andria. Aveva poi chiesto di essere condotta in ospedale, ma una volta giunta in campagna, Clemente era stata invitata a sedersi sotto un albero in attesa che i fastidi passassero. E proprio sotto quell’albero era deceduta, dopo essersi accasciata.






