Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

31 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 16:26

Quante volte abbiamo ammirato l’abnegazione e il sacrificio dei vigili del fuoco? Ebbene solo dopo oltre vent’anni di attese, ricorsi e battaglie giudiziarie, la Cassazione ha finalmente messo la parola fine sulla tragedia di Palazzo del Pero, costata la vita al pompiere Simone Mazzi. La III sezione civile della Suprema Corte ha rigettato il ricorso del ministero dell’Interno, confermando l’obbligo di risarcire la madre e il fratello del pompiere con 300mila euro, come già stabilito dal Tribunale di Arezzo e dalla Corte d’Appello di Firenze.

Simone Mazzi aveva solo 29 anni quando, il 28 gennaio 2003, come racconta Il Corriere di Arezzo, perse la vita durante un intervento di soccorso lungo la vecchia statale Ss73, tra Palazzo del Pero e Molin Nuovo. L’intervento era scattato per recuperare un camionista rimasto gravemente ferito alla colonna vertebrale dopo un’uscita di strada del suo tir. Un intervento rischioso, ma come tanti altri che ogni giorno affrontare i caschi rossi. Mentre era calato con una barella toboga nel sottostante fiume Cerfone, il cavo d’acciaio dell’autogrù, al quale era appeso, si spezzò improvvisamente: il bozzello lo colpì alla testa, provocandone la morte immediata.