Entro il 20230 le competenze ibride non saranno più un vantaggio competitivo, ma un prerequisito per accedere ai flussi decisionali nei team marketing e comunicazione. Il professionista ibrido dovrà costruire ponti narrativi tra uomo e macchina, progettando messaggi che parlano simultaneamente all’intelligenza artificiale e a quella umana. AI Prompt Designer, Creative Technologist, Data Ethicist, Agent Orchestrator, sono i nuovi professionisti del marketing che avranno nell’AI non solo uno strumento di supporto operativo, ma un partner cognitivo in grado di espandere la capacità di lettura del presente e di progettare il futuro. Il white paper “Artificial Intelligence” di IAB Italia, la filiale italiana dell’Interactive Advertising Bureau, tra le più importanti associazioni della pubblicità digitale a livello globale, guarda al futuro e alle nuove competenze richieste a creativi, marketer e agenzie, oltre ai nuovi ruoli professionali che emergeranno. Sergio Amati, general manager di IAB Italia spiega che «il 2026 è l’anno del “now”, della messa in produzione stabile dell’AI nel marketing, con un impatto su competenze, responsabilità e tempi decisionali. L’intelligenza artificiale generativa democratizza l’accesso agli strumenti, avvicinando la tecnologia all’utente finale, con un ruolo chiave degli agenti AI che supporteranno operazioni sempre più complesse. Il marketer, dunque, sarà un orchestratore e un designer di esperienze, in grado di integrare tecnologia, dati e creatività in modo sinergico. Il professionista ibrido saprà costruire ponti narrativi tra esseri umani e macchine».
Marketing, professionisti ibridi costruiscono ponti narrativi tra intelligenza umana e artificiale
Secondo il white paper di IAB Italia i nuovi ruoli che emergeranno sono l’AI Prompt Designer, il Creative Technologist, il Data Ethicist e l’Agent Orchestrator








