Deontologia scansati. Ma che cosa direbbe il lettore di Libero se gli scodellassimo come fatta ieri un’intervista a Tizio o Caio realizzata nel 2023? Come minimo smetterebbe di acquistare il giornale, perché a nessuno piace essere preso in giro. Eppure accade. Si fa di tutto per mettere nel mirino il nemico politico: in questo caso - ancora una volta- Carlo Fidanza, eurodeputato di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo. Vogliono additarlo alla pubblica opinione come frequentatore di mafiosi, anzi uno solo, e per di più diventato persino pentito. Ora, dovrebbe essere noto a chi ci segue che non sono esattamente un nemico di Report, e mi piace anche leggere Marco Travaglio. Non mi piacciono le loro idee, ma esistono. E non si può pensare di farne a meno. Il problema è quando si spacciano per notizie falsità totali. Che nessuno può gabellare per vere.
Ieri mattina mi sono messo a leggere i giornali e ovviamente Il Fatto Quotidiano, che “intervistava” Carlo Fidanza con tanto di richiamo in prima pagina. Col titolo allusivo. «Mi aiutò nella campagna elettorale, ma non sapevo fosse l’uomo dei Senese». Ovvero, il clan che da anni impazza nel nome della camorra. Poi, il primo sospetto. L’autore è Giorgio Mottola, che viene appunto indicato proprio come «inviato di Report, Rai». Inconsueto, diciamo. Forse Travaglio ha capito la sola? E già, perché Carlo Fidanza non ha affatto parlato con il Fatto. Di più, con Mottola ci ha parlato ma nel 2023 durante la festa di Atreju, durante la quale si intrattenne col cronista di Ranucci per sette minuti e nel 2024 l’intervista andò in onda col solito taglio e cucito. Qual era l’aiuto che Gioacchino Amico aveva dato a Fidanza in campagna elettorale anno prima, senza che l’eurodeputato ovviamente ne conoscesse la controversa personalità? Un aperitivo in un comune del milanese alla presenza di ben otto-nove elettori.







