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Le parole della premier e la leader dem come interlocutrice. Il "niet" del grillino

Francesco Boccia non lo nasconde. «La Meloni - spiega - ci avrebbe messo in difficoltà con il voto anticipato. Invece, si è blindata per occuparsi di nomine, di potere. Ve lo ricordate il C.A.F., il governo Craxi-Andreotti-Forlani, anche loro nel '91 scelsero quella strada in nome del potere sperando che qualcosa potesse cambiare: il peggior errore che si può fare in politica. L'altro è perdere l'attimo e in politica il tempismo è tutto». Anche un altro piddino ricorda quei tempi, Valter Verini: «È come il C.A.F... Si tennero insieme per gestire il potere. E non capirono che arrivava Tangentopoli e che il Paese li avrebbe cacciati». Sarà una fissazione dell'opposizione ma ieri nel commentare la Meloni si facevano tanti parallelismi con il passato. Anche remoto. «Sembra Fanfani dopo il referendum sull divorzio- spiegava Matteo Renzi tra i saloni di Palazzo Madama - il No la insegue, ma se vincono i No uno dovrebbe dimettersi». E poi una previsione che è una via di mezzo tra il vaticinio e il training autogeno: «È fatta, è fatta basta che non facciamo errori. Lei si è attaccata alla poltrona con il vinavil».