Per una volta il traino è l’auto. Con una crescita del 10% rispetto allo stesso mese del 2025, a febbraio è il settore degli autoveicoli il migliore in termini di produzione industriale, sostenendo una media generale che resta comunque asfittica.

Istat registra infatti un progresso di un decimale rispetto al mese precedente, di mezzo punto su base annua. Il bilancio dei primi due mesi dell’anno è un mesto pareggio, destinato probabilmente a peggiorare con i dati di marzo, il mese clou della guerra scatenata da Usa e Israele in Iran.

Tra i settori, crescono con percentuali solide anche elettronica, macchinari e farmaceutica mentre il peggior comparto è la chimica (-6,8) e in discesa sensibile sono anche legno e moda.

A rimbalzare, come detto, è soprattutto l’auto, in ripresa rispetto ai minimi produttivi raggiunti lo scorso anno. Nelle stime di Fim Cisl, nel primo trimestre per Stellantis si registra una produzione di 120mila unità (+9,5%), con le vetture (poco meno di 74mila) in crescita del 22%. L’ipotesi, evidenzia il sindacato, è quella di arrivare a fine anno a quota 500mila veicoli prodotti, con le auto oltre quota 300mila, in crescita rispetto alle 238mila realizzate nel corso del 2025, il valore più basso dalla metà degli anni ’50.