Partenza in rosso per la produzione industriale nel 2026, con gennaio a cedere lo 0,6% sia in termini mensili che tendenziali. Un calo corale, mitigato dalla crescita dell’energia ma che sfiora i quattro punti su base annua per i beni di consumo, oltre un punto e mezzo per gli intermedi.

Tra i comparti si segnalano in particolare il calo di oltre sette punti per la chimica, di quasi quattro per il tessile abbigliamento.

A rimbalzare sono invece gli autoveicoli, che trascinano al rialzo i mezzi di trasporto. La crescita del settore, in progresso annuo del 29%, va però valutata all luce del periodo di confronto, gennaio 2024, in cui la produzione nazionale era crollata di quasi 40 punti rispetto al corrispondente periodo. Anche ora, dopo questa risalita, l’indice destagionalizzato degli autoveicoli si trova a quota 78, dunque 22 punti al di sotto del livello 2021 preso come parametro.

Il clima economico resta negativo

Clima economico che resta quindi cupo, come testimoniato anche dalle ultime stime, realizzate all’indomani dell’attacco di Usa e Israele all’Iran.