Produzione industriale, partenza in rosso nel 2026. A gennaio il calo è dello 0,6% rispetto al mese precedente (il secondo consecutivo dopo la flessione di dicembre dello 0,5%). Stessa discesa in termini tendenziali. Nella media del trimestre novembre-gennaio, il livello della produzione cresce dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti.

Dal punto di vista dell’indice destagionalizzato mensile, la diminuzione complessiva viene mitigata dalla sola crescita dell’energia. Quest’ultima segna un +4,5% su base mensile e +10,4% su base annua. A comunicarlo è l’Istat venerdì 13 marzo.

Tra i comparti più in affanno ci sono la chimica (-7,2%) e la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-12,9%). Ancora giù il tessile-abbigliamento. Il rimbalzo, invece, lo osserva il settore degli autoveicoli, che porta al rialzo i mezzi di trasporto (+7,1%), ancora però sotto i livelli del 2021.

Guerra d'Iran, Cingolani (Leonardo): "Precisione assoluta nella Difesa non esiste. Ai può aiutare"

Sono numeri che non tengono conto del clima economico attuale, messo alla prova dalla guerra in Medio Oriente. A tal riguardo, in una nota sull’andamento dell’economia italiana pubblicata oggi, l’istituto di statistica sottolinea che «il conflitto sta determinando pressioni al rialzo sul prezzo del greggio, scontando il ruolo dell’Iran come produttore di petrolio e la rilevanza strategica dello Stretto di Hormuz come rotta mercantile. Si prefigura una tendenza generale al ribasso delle prospettive per l’economia mondiale nel 2026».