Lo scatto su base tendenziale di dicembre non basta e per il terzo anno consecutivo la produzione industriale chiude in rosso. La frenata è però di solo due decimali, grazie al +3,2% di dicembre. Mese interlocutorio, che presenta un calo di quattro decimali rispetto al mese precedente ma una ripresa diffusa a più settori nel confronto annuo.

Decisivo, in questo secondo ambito, lo scatto della farmaceutica, che vede la produzione crescere di quasi 24 punti. Bene anche i mezzi di trasporto, così come prodotti in metallo e gomma plastica.

Per gli autoveicoli, che si confrontavano con un dicembre 2024 ai minimi termini, il rimbalzo è evidente, con una crescita su base annua del 35%.

In calo, al contrario, sono una manciata di comparti tra cui chimica, tessile-abbigliamento e legno, frenate nell’ordine dei tre punti percentuali. Bilancio 2025 migliorato grazie alla parziale ripresa della seconda parte dell’anno, visibile nella produzione così’ come nei ricavi delle aziende. La stima di Prometeia e Intesa Sanpaolo vede un fatturato globale a 1122 miliardi, in crescita a valori correnti di appena un paio di miliardi, lo 0,2% in più. Un passo non sufficiente per recuperare il calo del 2024 e che tuttavia mantiene la manifattura sui livelli storicamente alti, a ridosso del record del 2022, con una distanza (rilanciata soprattutto dallo scatto inflattivo) di oltre 200 miliardi dal periodo pre-Covid, corrispondente ad una differenza positiva superiore ai 23 punti percentuali, che salgono nell’intorno di quota quaranta per comparti specifici come alimentare e farmaceutica. Ad ogni modo, anche se la seconda parte dell’anno ha visto qualche segnale di recupero, per la produzione industriale italiana si tratta, nella media annua, del terzo periodo consecutivo in rosso, con un indice destagionalizzato che è sceso a quota 94,5. Un calo su base tendenziale dello 0,2%, cone le discese maggiori per tessile-abbigliamento e mezzi di trasporto (auto).