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Ultimo aggiornamento: 7:29

Tra i maggiori rappresentanti del movimento romantico tedesco, Joseph von Eichendorff (Castello di Lubowitz in Slesia, 1788 – Neisse, 1857) ha dato vita a una vasta opera poetica caratterizzata da una musicalità e un’armonia capaci di esaltare la bellezza della lingua tedesca. Propongo una scelta di testi nei quali la spazialità riveste un ruolo fondamentale perché concepita sul doppio piano della natura (boschi, valli, altezze montane, lontananze) e dell’interiorità dell’essere umano, la quale si nutre dello slancio verso la vastità, la bellezza, l’inconosciuto.

“Sehnsucht” è vocabolo profondamente romantico e intraducibile in italiano se non con una lunga serie di definizioni: Sehnsucht è nostalgia, desiderio (“desio”, direbbe Leopardi), struggimento, afflato, slancio verso l’ignoto e l’infinito…

Il “fiore blu” è l’immagine-simbolo del Romanticismo tedesco, invenzione di Novalis per rappresentare il legame uomo-natura, l’aspirazione alla bellezza, il valore reale del sogno e dell’immaginazione, l’essenza profonda di un mondo che aspira a essere, finalmente, riconciliato con se stesso – Eichendorff riprende l’immagine trasformandola in una sorta di propria ars poetica: la poesia romantica è, appunto, ricerca, viaggio, desiderio, incessante nostalgia, spazi da percorrere instancabilmente.