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Ultimo aggiornamento: 7:28
Insieme a Bertolt Brecht e Alfred Andersch, Erich Fried (Vienna 1921 – Londra 1988) è stato il mio poeta di riferimento da quando l’ho ascoltato per la prima volta a Gießen, nel 1977. Poeta di riferimento perché mi sono sempre potuto fidare della sua lingua. Una lingua ridotta all’essenziale ma scaltra nell’evitare i risucchi della tradizione e i vicoli ciechi dell’auto rappresentazione che hanno determinato tanta poesia europea di fine secolo. In uno dei nostri incontri, dopo una sua serata a Francoforte, non so per quale motivo egli sentì il bisogno di confidare a un suo lettore, qual io ero, che dopo decenni di poesia impegnata si dispiaceva di avere scritto pochissime poesie d’amore per la sua compagna e sull’amore come principio esistenziale.
G. C.
Prima che io muoia






