"Siamo alle solite". Sbotta così Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi, alla notizia che il film “Aldro vive” che girerà Manuel Benati dedicato a suo figlio non è stato incluso fra quelli sostenuti economicamente dal ministero della Cultura. “Di questi temi, come l'omicidio di Federico, non si doveva parlare. C'era una strategia di insabbiamento e si va avanti così. È meglio che non se ne parli, che il silenzio copra tutto". "È una strategia che conosciamo da vent'anni. Poi ci sono state delle voci, dei giornalisti, che hanno superato l'ostacolo. Ma l'atteggiamento continua a rimanere quello, anche adesso. Non conosco i criteri, i parametri di selezione, ma quello che arriva a noi è solo questa piccola considerazione: nulla di nuovo".

“Federico Aldrovandi, mio figlio, ucciso venti anni fa. A me è rimasto addosso un ergastolo”

di Micol Lavinia Lundari Perini

25 Settembre 2025

Anche l’avvocato Fabio Anselmo, che ha seguito la famiglia Aldrovandi, non nasconde l’amarezza con un post su Instagram. “Non è la prima volta che il progetto su Aldrovandi si ferma. Era già accaduto anni fa, tra presentazioni e conferenze, poi il silenzio.Oggi però non si tratta di un’iniziativa privata che non trova le risorse, ma di una scelta pubblica che decide cosa merita di essere sostenuto e cosa no. Ed è qui che nasce la delusione che non riguarda solo la famiglia Aldrovandi, ma chiunque abbia creduto che raccontarla fosse un dovere civile prima ancora che artistico. Si può solo sperare che non sia una chiusura definitiva, ma un inciampo, e che qualcuno trovi il coraggio di riconoscere che certe storie non chiedono spazio, lo pretendono”.