Costa sugli 8-10mila euro. Si può adattare a piccole e medie aziende che ancora non si sono attrezzate con macchinari più complessi e che non vogliono rinunciare ai vini no e low alcol, magari mentre aspettano di studiare meglio il mercato. Ma anche a privati. Alta appena 30 centimetri, può stare su un ripiano e accogliere un minimo di tre litri, praticamente una jeroboam. Per un ciclo (minimo) di dealcolazione di tre litri di vino impiega in paio di ore. Il che la rende adatta anche a un ristorante che ha voglia di far provare dei vini dealcolati ai suoi clienti, per dei test “senza impegno”.

Si tratta di un mini-dealcolatore pensato per testare e sperimentare, con un investimento contenuto. Si chiama MasterMind® Remove Lab Unit ed è il nuovo sistema di dealcolazione firmato dall’azienda veneta VasonGroup, progettato per accompagnare le cantine nella fase di ricerca e sviluppo dei vini a basso o nullo contenuto alcolico. Il modello da laboratorio è il più piccolo, ma può diventare più complesso essendo a moduli componibili. Un segmento in forte crescita dal punto di vista della domanda, ma che sul fronte dell’offerta vede ancora il comparto vitivinicolo muovere i primi passi.

Il dispositivo, sviluppato da Juclas – realtà del gruppo specializzata in impianti e tecnologie – consente di effettuare processi di dealcolazione controllata su piccola scala. In questo modo permette di replicare in laboratorio le condizioni operative industriali, offrendo la possibilità di svolgere ricerca avanzata, test preliminari e definire protocolli su volumi ridotti, senza compromettere la qualità del risultato finale. E sarà presentato a Vinitaly.