Un team di esperti - Pamela dunque è stata vittima due volte: da viva, uccisa dal suo ex Gianluca Soncin e, da morta, violata nel cimitero di Strozza. Serviranno settimane per avere gli esiti dei primi esami di laboratorio. Come per i casi di omicidio in cui si va a caccia dell’assassino, anche in questo, benché diverso, una parte di lavoro sarà affidato al Ris, alla ricerca tracce biologiche da cui estrarre il Dna, eventualmente. Non a caso, scrive il Corriere di Bergamo, l’incarico affidato ai consulenti prevede anche campionamenti, perché siano possibili accertamenti in tal senso, se verrà trovato del materiale biologico. Per ora sono stati prelevati tessuti dalla salma e campioni dalla bara. Resta tutto sotto sequestro, fino a diversa disposizione del pm, perché gli esami proseguiranno. La complessità delle indagini è dimostrata dal coinvolgimento di Cummaudo, che lavora nel pool dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, del Labanof, il Laboratorio di Milano che attraverso l’antropologia, la medicina, l’archeologia e le scienze forensi restituisce identità ai corpi e spiegazioni ai crimini. Anche lì verranno analizzati altri campioni. Proprio Cattaneo si è occupata dell’autopsia di Pamela. Per questo motivo, c’è stato uno scambio di informazioni tra le Procure di Bergamo e di Milano, per capire le condizioni del cadavere dopo l’omicidio. Se, in particolare, le coltellate avessero compromesso anche il collo (cosa esclusa). Sono dettagli macabri, per forza di cose, come lo è questo enigma. Ma servono per avere un’idea di quanto e come abbia armeggiato chi ha profanato il feretro.