Nelle sale operative delle compagnie di navigazione la tensione è stata palpabile per tutto il giorno. La notizia del cessate il fuoco ha alimentato le speranze di poter riprendere la navigazione per tutta la mattinata. Anche se la cautela ha consigliato di aspettare un via libera che, in realtà, non è mai arrivato. L’entusiasmo scatenato dalle due navi hanno attraversato lo stretto, le prime dall’annuncio della tregua di due settimane fra Stati Uniti e Iran, ha reso noto il sito per il tracciamento del traffico marittimo MarineTraffic affollatissimo. Ogni compagnia voleva sapere cosa facevano le altre.

La nave cargo NJ Earth, di proprieta di un armatore greco, ha imboccato lo Stretto alle 10.44; e, prima, la Daytona Beach, con bandiera della Liberia, era passata alle 8.59, poco dopo aver lasciato il porto di Bandar Abbas. È evidente che nelle telefonate con gli ufficiali di bordo, sono stati i comandanti di armamento dagli uffici che sono stati spesso costretti ha raffreddare gli entusiasmi: l’armatore ha raccomandato massima cautela, dobbiamo aspettare ancora. Rimanete nell’attuale posizione vi diremo noi quando salpare le ancore o sciogliere gli ormeggi. E questi messaggi a bordo hanno trasformato in pochi attimi l’euforia in nuovi tormenti: «Dobbiamo stare sempre al coperto?», «Le schegge dei droni continueranno ad arrivarci addosso?». E poi le preoccupazioni per i viveri, l’acqua potabile, insomma navi come trincee per una guerra che non vogliono combattere. E le tensioni sono arrivate nelle famiglie degli oltre dieci/quindicimila marittimi imbarcati su quelle navi. Ma è stato giusto aspettare. La prima doccia fredda, infatti, è arrivata intorno alle 15, quando la Hapag-Lloyd ha comunicato che non riprendeva il transito nello Stretto di Hormuz poiché la situazione rimaneva «tesa» nonostante il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. La decisione del colosso armatoriale tedesco, subito ripresa dai media tedeschi: «Sulla base della nostra attuale valutazione del rischio, continueremo ad astenerci dal transitare nello stretto, in attesa di capire, nei prossimi giorni, se la riapertura annunciata verrà effettivamente rispettata».