Il bene vitale per eccellenza, l'acqua: risorsa, ma anche vettore di malattie. Virus, batteri e parassiti che vivono nelle acque contaminate e gli insetti che vi si riproducono, come le zanzare, ogni anno sono responsabili di 1,4 milioni di morti.

All'Accademia Nazionale dei Lincei di Roma – in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua – si è tenuto un convegno interdisciplinare sul rapporto tra acqua e salute. Tra gli organizzatori, Andrea Rinaldo, professore al Politecnico Federale di Losanna in Svizzera, uno dei massimi esperti al mondo di idrologia, scienza che studia le acque terrestri, la loro distribuzione e circolazione e le interazioni con l'ambiente.

"È evidente che la propagazione di malattie tramite l'acqua sta cambiando, anche in conseguenza dei cambiamenti climatici", spiega lo studioso, che nel 2023 è stato il primo italiano a vincere lo Stockholm Water Prize, considerato il Premio Nobel dell'acqua. “Prendiamo il caso del Burkina Faso. Quando la Banca Mondiale ha smesso di finanziare le grandi dighe a causa del loro impatto problematico, il Paese ha costruito circa 15 mila piccole dighe. Economicamente è stato un successo: l'agricoltura e la produzione primaria sono decollate. Tuttavia, non si è tenuto conto del capitale naturale. Queste reti irrigue, caratterizzate da acque calde e a lento scorrimento, hanno espanso enormemente il raggio d'azione di un parassita che causa la schistosomiasi, una malattia tropicale che causa gravi ritardi cognitivi, pur non essendo letale. L'incidenza in alcune comunità è passata da zero al 100% – sottolinea -. Questo fenomeno dimostra che gli indicatori economici che ignorano il valore della salute e dell'ambiente non rappresentano la vera ricchezza di una comunità”.