"Elijah Wood e Sarah Michelle Gellar non sono stati difficili da convincere.

Si sono praticamente offerti volontari per partecipare al film", raccontano ridendo all'ANSA i registi Tyler Gillett e Matt Bettinelli-Olpin. A sette anni dall'originale, la loro comedy horror 'Finché morte non ci separi' torna con un sequel, in sala dal 9 aprile con Searchlight. "Confermo! - dice pochi minuti dopo in un'intervista a Los Angeles Wood - adoro il loro lavoro: il primo film mi era sembrato davvero originale, unico, imprevedibile e sorprendente. E adoro Samara Weaving".

Dello stesso avviso Gellar, al suo fianco: "Non capita spesso di vedere un mondo costruito da zero. Oggi vediamo soprattutto IP e reboot, quindi avere la possibilità di fare parte di quell'universo inedito e creativo era entusiasmante", considera l'attrice, icona del genere horror dopo 'Buffy l'ammazzavampiri' e 'So cosa hai fatto'.

Il sequel rilancia la storia di Grace (Weaving), costretta ancora una volta a giocare a nascondino fino all'alba per evitare di essere sacrificata in nome del patto che la famiglia del marito ha stretto niente meno che con il diavolo. La sua lotta notturna per la sopravvivenza si inserisce nel filone "eat the rich", sempre più caro a piccolo e grande schermo. Da 'Parasite' a 'Saltburn', da 'Glass Onion' a 'The White Lotus' e 'Succession', sono tante le storie che mettono alla berlina i super ricchi, come una specie di catarsi. A volte il divertimento sta nel vedere queste persone segretamente infelici, o ridicole. Altre volte, sta nell'assistere alla rivincita di chi è meno privilegiato. 'Finché morte non ci separi' appartiene al secondo filone, con una buona dose di humor nero e litri di sangue. "È uno sguardo farsesco su chi ha potere e ricchezza - spiega Wood - Chi li detiene finisce spesso per inciampare su se stesso e a sacrificare tutto, anche la propria vita, pur di mantenerli".