“Ogni tanto mi piace essere autoreferenziale e con il nome di questo progetto è accaduto. Ho curato il nuovo disco quasi per intero: testi, composizione, arrangiamenti e produzione”. Questa versatilità, Mario Biondi l’ha voluta racchiudere nel titolo del suo primo album in italiano “Prova d’autore”, in uscita il 10 aprile. Venti tracce che spaziano dal soul al jazz, passando per il funk e il blues, fino al cantautorato. “È un lavoro di vent’anni. Essendo una prova importante ho voluto attenzionarla bene – ha rivelato in un incontro a Milano –. Quando sei di corsa capita di velocizzare la scrittura e gli arrangiamenti, ma ho preferito non legarmi a tempistiche precise e sono contento di aver potuto rifinire dei brani per mesi”.
“Dispiaciuto di non essere stato preso a Sanremo, contento per Sayf”
Per lanciare “Prova d’autore”, che esce in occasione dei suoi vent’anni di carriera, l’artista aveva sperato di poter contare sull’eco mediatica dell’Ariston, a Sanremo. “Ho considerato un paio di brani (tra questi “Cielo stellato”) perché pensavo che il Festival potesse essere un giusto trampolino per il progetto, ma non sono stato preso. Non so se vi siete accorti – ha confessato ridendo –. Mi sono dispiaciuto perché avevo investito per avere un risultato”.








