E'una "Prova d'autore" che non avrebbe certo sfigurato sul palco di Sanremo il primo album in italiano di Mario Biondi, in uscita il 10 aprile, di cui il crooner aveva proposto un brano per lo scorso festival.
"Pensavo potesse essere un giusto trampolino anche per presentare il progetto. Non è stato preso, non so se ve ne siete accorti" ha scherzato presentando le venti tracce con cui celebra 20 anni di una fortunata carriera internazionale esplosa con il singolo "This is What You Are".
Al 76esimo Festival alla fine Biondi ha partecipato comunque, ospite di Sayf con Alex Britti e la cover di Ray Charles "Hit the Road Jack".
"Sicuramente sono rimasto male per l'esclusione, ma sono contento - ha commentato - per questo gioco del battesimo di Sayf con la benedizione dei Blues Brothers". E per un futuro Sanremo, "Come dicevano i Pooh mai dire mai".
La nuova opera, la prima in italiano, lo vede non solo interprete, ma anche autore e compositore, oltre che impegnato in arrangiamenti e produzione. "Sono contento di poter presentare questo progetto nel quale ho investito tanto tempo, amore e passione" ha premesso il crooner, spiegando che "è lo sviluppo di quasi 20 anni di lavorazione, addirittura c'è un brano che ne ha 25. Essendo una prova molto importante, ho voluto ponderarla per bene, ci ho voluto lavorare con molta attenzione, dedicando più tempo ai dettagli, non mi sono legato a una tempistica precisa e mi sono potuto permettere di lavorare a volte su un brano per mesi, una cosa sicuramente desueta". Lo si sente da subito nel singolo proposto a Sanremo e scelto per anticipare l'album, 'Cielo stellato', che gioca su sonorità soul-jazz, ma anche nel brano che apre l'album, 'Ciao dottore', dedicato a un amico medico scomparso durante il Covid, e nell'impegnata 'Tira sassi', che "credo sia la mia visione di virtù. Con il tempo sto maturando, comincio a arrabbiarmi sempre di meno e a cercare di essere più costruttivo, se mi tirano i sassi - ha sottolineato -, io costruisco una casa in pietra".







