Mario Biondi sta dando i numeri, nel senso buonissimo del termine. Festeggia quest’anno i 20 anni di una carriera sbocciata nel 2006, poi i 10 figli, i 50 paesi nel mondo che ha toccato con i suoi show e i 20 brani contenuti nel nuovo album Prova d’autore, in uscita per Sony. Un piatto ricco quello scelto per l’ultima fatica discografica che l’artista nato a Catania ma ormai emiliano d’adozione («Vivo a Parma da decenni e ci sto benissimo»), racconta con orgoglio. Nell’epoca in cui i dischi non si vendono più come un tempo, Biondi ne ha realizzato uno che un tempo si sarebbe chiamato un doppio 33 giri, lungo e ricco di parole e musica davvero d’autore.
«Qualcuno potrebbe pensare che 20 brani sono troppi ma la voglia di raccontare realtà e storie che mi stavano a cuore mi ha preso la mano. Poi, nell’inciderlo, ho anche capito che non era proprio il caso infilare meno canzoni nella track-list». In radio gira già Cielo stellato, il singolo estratto da Prova d’autore che gioca su sonorità soul-jazz, morbide e raffinate, e che racconta la libertà non come fuga superficiale ma come conquista interiore. Due altri brani che ci hanno colpito maggiormente all’ascolto: il primo è Ciao Dottore, un sentito tributo alla categoria dei medici e a un amico di Mario: «Sì, il medico con cui mi confronto nella canzone è esistito veramente, Giuseppe era un mio amico che purtroppo se ne è andato ai tempi del Covid. Non ringrazieremo mai abbastanza lui e tutti coloro che si prendono cura degli altri». Altro brano che spicca è Il figlio: «L’ho composta come una descrizione amorevole ma a tratti dolorosa. È un grido, una richiesta d’aiuto, ispirata dalle storie di tante persone che mi hanno confidato le difficoltà vissute con i propri figli».







