"L’ecoansia, nei bambini, non nasce solo dalla crisi ambientale. Nasce anche dal clima emotivo che costruiamo intorno a quella crisi. E un bambino che cresce pensando che il futuro sia un luogo pericoloso è un bambino a cui stiamo togliendo, senza accorgercene, la possibilità di immaginarlo”. Così il professor Giuseppe Lavenia, docente di Psicologia all’Università politecnica delle Marche. A lui abbiamo chiesto come i genitori possano affrontare quel particolare tipo di disagio che nasce dalla preoccupazione legata ai problemi ambientali. Social e programmi tv accessibili ai più piccoli possono davvero creare un tipo di disturbo che può qualche interferire con la loro vita quotidiana. Alcuni studi indicano che una percentuale di bambini tra 0 e 6 anni mostra almeno qualche segnale di ecoansia. Ecco qualche consiglio su come riconoscerla e affrontarla.
Che cos’è davvero l’ecoansia nei bambini?
“Quando parliamo di ecoansia nei bambini rischiamo di usare una parola adulta per descrivere qualcosa che, dentro di loro, è molto più semplice e più profondo. Il bambino non è preoccupato per il pianeta in senso astratto. Non ha una visione globale della crisi climatica. Quello che sente è una minaccia alla propria sicurezza. Quando ascolta parole come ‘catastrofe’, ‘fine’, ‘distruzione’, le traduce in una domanda essenziale: Io sono al sicuro?. Se a questa domanda non trova una risposta chiara, nasce un’ansia che non sempre sa spiegare, ma che si manifesta nel corpo, nel sonno, nei comportamenti”.









