Da sempre, entrare in un sito pornografico ha richiesto lo stesso sforzo di passare dalla cassa senza fare la fila: zero. Altro che verifica dell'età, basta un click sul tasto Ho più di 18 anni e via. La Commissione europea quindi, complice anche le ultime pronunce statunitensi sugli effetti che le piattaforme hanno sui minori, sta accelerando il percorso già iniziato per introdurre sistemi di verifica dell’età efficaci.Tutto troppo sempliceGià nel maggio scorso, Bruxelles aveva aperto procedimenti formali contro Pornhub, Stripchat, XNXX e XVideos per sospetta violazione del Digital services Act (Dsa). La normativa che ha aggiornato il quadro giuridico per le piattaforme che operano nel Vecchio continente: è in vigore dal 2024 e impone obblighi di trasparenza, rimozione rapida di contenuti illegali, gestione dei rischi sistemici come la disinformazione e la tutela dei minori.Un anno dopo, a marzo 2026, l'indagine è arrivata alle sue conclusioni preliminari. La Commissione ha stabilito che tutti e quattro i siti permettono ai minori di accedere ai loro servizi facendo affidamento su semplici pagine di conferma con un click. Un meccanismo che la Commissione considera del tutto inadeguato rispetto ai requisiti previsti per legge. Lo stesso risultato per la piattaforma social Snapchat, che secondo un’altra investigazione della Commissione potrebbe aver violato il Dsa esponendo i minori a tentativi di adescamento e reclutamento a fini criminali, nonché a informazioni sulla vendita di beni illegali, come le droghe, o di prodotti soggetti a limiti di età, quali sigarette elettroniche e alcolici.Il Dsa non impone esplicitamente la verifica dell'età come obbligo assoluto, ma per le Very Large Online Platforms (VLOP), ovvero le piattaforme che contano oltre 45 milioni di utenti mensili nell'Unione europea, la Commissione si aspetta che vengano adottate misure concrete per mitigare i rischi sistemici legati alla protezione dei minori. Un mancato adeguamento che può comportare sanzioni fino a 18 milioni di euro o al 10% del fatturato globale annuo.Dal 2 febbraio Pornhub bloccherà la creazione di nuovi account nel Regno UnitoAnna Barclay/Getty ImagesQual è, quindi, la soluzione?In una conferenza stampa tenuta nei giorni scorsi dai due funzionari a capo dell’investigazione, Prabhat Agarwal e Renate Nikolay, è stato spiegato che l’intento è quello di utilizzare sistemi di verifica che provino che l’utente è sopra una certa età, senza trasmettere nome, data di nascita o altri dati alla piattaforma o a nessun altro.Il mini-wallet, o più precisamente Age Verification Blueprint, è la risposta tecnica in fase di analisi. Si tratta di un'applicazione mobile che funziona come un portafoglio digitale: l'utente scarica l'app, verifica una volta sola la propria età tramite carta d'identità elettronica, passaporto, app bancaria o altri sistemi di identificazione nazionali, e da quel momento può dimostrare di avere più di 18 anni su qualsiasi sito aderente, senza dover ricaricare ogni volta i propri documenti.Il principio tecnico alla base è quello della selective disclosure: il mini-wallet non comunica al sito web la data di nascita dell'utente. Risponde solo alla domanda questa persona ha più di 18 anni? con un sì o un no crittograficamente verificabile. Le credenziali vengono trasmesse sotto forma di token a uso singolo, il che in teoria impedisce la correlazione tra sessioni diverse sullo stesso sito.Il mini-wallet non è un sistema autonomo. È progettato come un ponte verso i futuri EU Digital Identity Wallets (EUDI Wallet), i portafogli digitali che alcuni paesi dell’Ue implementeranno già entro fine 2026, con cui i mini-wallet saranno integrati. In pratica, gli utenti che cominceranno ad abituarsi al mini-wallet da subito troveranno la stessa logica funzionale nel portafoglio digitale che tutti i cittadini europei dovranno avere in futuro. Un portafoglio che permetterà di gestire non solo l'età, ma anche identità, i titoli di studio, le patenti e altri attributi personali, tutto da un'unica app.Cinque paesi membri stanno già sperimentando la soluzione quest’anno, ma non sembrano tutti allo stesso punto. Alla conferenza stampa è stato fatto presente che Francia e Danimarca sono molto avanti, mentre Grecia, Spagna e Italia no. Motivo per cui alcuni esperti sono scettici sull’entrata in vigore del portafoglio digitale entro i tempi stabiliti.Un’alternativa al modello statunitenseTra le aziende già attive nel mercato europeo della verifica dell'età figurano Persona e Yoti. La prima è un fornitore di servizi di verifica dell'identità e dell'età utilizzato da piattaforme quali Roblox, Discord e Reddit. Persona offre servizi di verifica basati su documenti d'identità, stima dell'età tramite riconoscimento facciale e altri identificatori personali. La scelta dei metodi utilizzabili dipende dal Paese in cui Persona opera e dalle normative vigenti. Nel febbraio 2026 alcuni ricercatori indipendenti hanno segnalato l’esposizione pubblica di un sottodominio contenente informazioni collegate al servizio offerto da Persona, una ricostruzione in parte contestata dall’azienda in una successiva nota pubblica. Nella stessa, l’azienda ha spiegato di aver avuto un confronto diretto e proficuo con i ricercatori.Yoti, invece, è usata attualmente da TikTok in Europa insieme ad altri metodi come carta di credito e documento, ed è stata multata dall’autorità spagnola per la privacy per 950.000 euro: l'app Yoti Digital ID avrebbe violato la normativa sulla protezione dei dati. L’azienda ha smentito la violazione e ha annunciato ricorso in tribunale.Bruxelles sta promuovendo un'architettura open source, lasciando spazio sia agli Stati membri sia ad attori di mercato per pubblicare versioni nazionali o derivate. Durante la conferenza stampa sono stati citati Scytales e T-Systems come servizi a cui guardare in Europa. Chiunque svilupperà il sistema dovrà tenere conto comunque, dicono i funzionari, di un’architettura “triangolare”: un soggetto terzo che certifica che l’utente possiede l’attributo richiesto, cioè essere sopra una certa soglia d’età, senza che il sito riceva documenti o altri dati anagrafici. Per rendere il concetto più comprensibile, la Commissione ha richiamato l’esperienza dei certificati Covid.Fatta la regola, trovato l’ingannoResta però una distanza evidente tra la promessa tecnica e la realtà sociale del problema. Per come è stato raccontato nella conferenza stampa, il mini-wallet sembra progettato soprattutto per evitare che il sito impari troppo dell’utente, ma molto meno per risolvere il bypass più banale di tutti: un minorenne che usa il telefono, le credenziali o il documento di un adulto. In altre parole, il sistema può forse ridurre la quantità di dati personali in circolazione, ma non elimina automaticamente il rischio che la verifica dell’età venga aggirata nella pratica.Nonostante ciò il mini-wallet sembrerebbe al momento la soluzione più promettente, ma allo stesso tempo la Commissione precisa che non si tratta dell’unica via possibile. La porta è aperta quindi ad alternative, purché siano “altrettanto efficaci”. Pornhub è già coinvolta nella fase pilota, mentre gli altri operatori sono stati invitati a partecipare.Insomma, se il Dsa verrà applicato integralmente, l’Europa potrebbe diventare il primo grande laboratorio politico in cui la verifica dell’età smette di essere una formalità e diventa un’infrastruttura vera, con tutte le promesse e, da non tralasciare, tutti i rischi che questo comporta.Questo articolo è stato aggiornato il 13 aprile per includere maggiori dettagli sui sistemi offerti da Persona e Yoti