Un cambio di passo che potrebbe avere ripercussioni non solo sugli utenti ma anche sui fornitori di contenuti a luci rosse.
Anche in Italia, da oggi, 12 novembre, serve una verifica dell'età per accedere ai siti porno.
Una decisione che allinea il nostro Paese a Regno Unito, Francia e diversi stati americani, dove il limite di accesso è in vigore da tempo.
"L'obiettivo è quello di tutelare i minori e rendere più consapevole la navigazione", dice l'esperto di web e social Franz Russo, "ma le esperienze internazionali sono contrastanti e mostrano che la questione è tutt'altro che semplice".
Secondo l'Ofcom, l'autorità di regolamentazione dei media britannica, il traffico verso i principali portali porno nel Regno Unito è crollato di quasi un terzo in tre mesi. "Negli Stati Uniti, il calo ha toccato l'80%, accompagnato da un'impennata dell'uso di vpn", prosegue Russo, "i software che permettono di simulare il proprio indirizzo di connessione da un Paese diverso da quello effettivo". "È quindi plausibile attendersi una riduzione significativa anche in Italia, almeno nelle prime fasi, seguita da un progressivo riassestamento".











