Lo scanner evitato e il licenziamento Uno scolapasta una volta, la volta dopo una pentola wok. Il gesto è stato lo stesso: invece che trascinare gli oggetti sul nastro per far registrare ai lettori ottici il codice a barre, se li è portati vicini al corpo "aggirando" gli scanner. Per poi riporli, come se nulla fosse, poco più in là. Incastrata dalle telecamere di videosorveglianza interne al negozio, che per due volte l'hanno immortalata mentre compiva questa azione, è stata richiamata dai dirigenti del supermercato e licenziata nel 2024 al termine di un procedimento disciplinare interno. Secondo i datori di lavoro, infatti, l'azione sarebbe stata compiuta "consapevolmente e con dolo", perché la cassiera ha continuato a battere gli altri oggetti "pur non avendo sentito alcun tipo di segnale acustico e pur non vedendo comparire sul proprio monitor l’inserimento dei beni nell’elenco degli acquisti". Per ottenere che la donna battesse correttamente gli oggetti è stato necessario l'intervento di un addetto alla sicurezza, che ha constatato che i due articoli mancavano sullo scontrino.
Non registra scolapasta e padella, cassiera licenziata dopo 20 anni
Secondo il giudice del lavoro, si sarebbe trattato di un comportamento doloso e ripetuto. Il licenziamento è stato dunque ritenuto valido









